C′erano giornate che sembravano non finire mai.
Pomeriggi silenziosi, giochi all′aperto, telefoni fissi che squillavano di rado.
Crescevamo in un mondo piu′ lento, piu′ semplice forse, ma anche piu′ prevedibile.
Oggi, da genitori, viviamo in un tempo che ci chiede di correre sempre: tra lavoro, famiglia, scuola, impegni, richieste continue.
Un mondo che ci vuole presenti e produttivi, empatici e performanti, dolci e instancabili.
Mentre cerchiamo di stare al passo pero′, ci capita di sentirci soli, stanchi, inadeguati.
É la fatica di chi cresce figli in una societa′ che non assomiglia piu′ a quella in cui siamo cresciuti.
Ho voluto scrivere questo articolo per TE, che (come me!) ogni giorno provi a fare del tuo meglio anche quando sembra non bastare.
Voglio farti riflettere sulle generazioni, passando da dati reali e vita vissuta, per capire insieme come siamo cambiati e perche′ non e′ colpa nostra se oggi tutto sembra piu′ difficile.
Non e′ solo un′impressione.
É la realta′ di una societa′ che, negli ultimi trent′anni, e′ cambiata in modo radicale.
Secondo l′ISTAT, oggi i giovani diventano autonomi molto piu′ tardi: il 71,5% dei ragazzi tra i 18 e i 34 anni vive ancora con i genitori.
Un tempo, a quell′eta′, molti avevano gia′ figli.
Ora, invece, tante persone cercano ancora di capire chi vogliono essere.
Non perche′ siano piu′ pigri o meno maturi, ma perche′ la vita adulta si e′ spostata in avanti: il lavoro arriva tardi, la stabilita′ ancora piu′ tardi, e il futuro sembra sempre in costruzione.
Nel frattempo, chi e′ diventato genitore si ritrova nel mezzo di una transizione storica.
Siamo la generazione che ha visto la tecnologia entrare nelle case, i ruoli cambiare, le famiglie trasformarsi.
Siamo cresciuti con un modello e ne viviamo un altro, senza istruzioni per l′uso.
Le donne, in particolare, vivono questa doppia transizione in modo potente e faticoso.
Mai cosi′ libere, e mai cosi′ stanche.
L′occupazione femminile e′ cresciuta, ma a un prezzo alto: il 31,5% delle donne lavora part time (contro l′8% degli uomini), spesso non per scelta ma per necessita′.
E il famoso carico mentale, quella lista infinita di cose da ricordare, organizzare e gestire, continua a pesare soprattutto sulle loro spalle (oggettivamente, e′ cio′ che raccolgo frequentemente nella mia esperienza clinica).
La liberta′ pero′, quando non e′ sostenuta da una rete sociale, diventa una dura corsa ad ostacoli.
La liberta′ senza supporto si trasforma in fatica.
Siamo piu′ liberi, si′. Ma a volte forse anche piu′ soli.
Le famiglie di oggi non somigliano piu′ a quelle in cui siamo cresciuti.
Le case sono piu′ piccole e piene di cose, le citta′ piu′ frenetiche, i nonni piu′ lontani o piu′ anziani.
E cosi′, quel villaggio che serviva per crescere un bambino spesso non c′e′ piu′.
Restiamo noi, tra mille ruoli: genitori, partner, lavoratori, caregiver, amici, educatori.
Facciamo da ponte tra due epoche: quella lenta in cui siamo nati, e quella veloce in cui crescono i nostri figli, cercando di restare in piedi.
E allora si′, certo che abbiamo tutto il diritto di dircelo: non e′ facile!
Non siamo semplicemente noi a essere piu′ fragili delle generazioni passate, e′ il mondo ad aver accelerato!
Le richieste sono aumentate drasticamente, i tempi si sono ristretti, le aspettative si sono moltiplicate.
Viviamo in una societa′ che ci vuole produttivi e presenti, empatici e performanti, moderni e accoglienti, tutto nello stesso tempo.
Ma nessuno ci ha insegnato come si fa.
Pero′..c′e′ anche un lato luminoso in tutto questo.
Stiamo imparando a fare i genitori in modo piu′ consapevole, piu′ attento alle emozioni, piu′ aperto al dialogo.
Stiamo crescendo figli che possono parlare, chiedere, esprimersi.
E anche se la fatica a volte pesa, dentro di noi c′e′ una consapevolezza nuova: non serve essere perfetti, basta essere presenti e metterci il cuore.
Siamo la generazione che sta cercando di fare pace con l′imperfezione.
Stiamo cercando di costruire un equilibrio nuovo tra liberta′ e cura, tra successo e presenza, tra doveri e desideri.
E in questo tentativo, cosi′ umano, cosi′ fragile, cosi′ vero, c′e′ tutta la nostra forza!
Non sei semplicemente tu che stai sbagliando tutto.
É il mondo che e′ cambiato.
Stiamo imparando, giorno dopo giorno, a starci dentro senza perderci per strada e senza perdere di vista quella preziosa lentezza in cui siamo cresciuti, da figli.
MM